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Locri Epizefiri (in greco Λοκροὶ Επιζεφύριοι, Lokroi Epizephyrioi) fu una città della Magna Grecia fondata nel VII secolo a.C. sul mar Ionio da greci provenienti dalla Locride. I coloni si stabilirono inizialmente nel luogo indicato dall’oracolo di Delfi, presso Capo Zefirio (oggi Capo Bruzzano) e solo più tardi si insediarono pochi chilometri a nord della città storica conservando però l’appellativo Epizephyrioi, che significa appunto “attorno a Zephyrio”.

Poco dopo la fondazione della città, Zaleuco (primo legislatore del mondo occidentale) diede ai Locresi un corpo di leggi che va considerato il più antico in Europa. Ma la fama della città cominciò intorno al 560 a.C., infatti Locri ebbe alleata Reggio nella vittoriosa battaglia del fiume Sagra che fermò l’espansione dei Crotonesi. Secondo la leggenda i 15.000 uomini dell’alleanza locrese-reggina sbaragliarono ben 130.000 crotonesi e Zeus avrebbe sorvolato la battaglia sotto forma di aquila, mentre i suoi figli (i Dioscuri) sarebbero apparsi a cavallo prendendovi parte. In seguito a tale vittoria iniziò ad essere praticato il culto dei Dioscuri; in particolare presso gli scavi del tempio ionico di “Marasà” a Locri Epizefiri sono state rinvenute due statue in marmo che potrebbero raffigurare i gemelli figli di Zeus.

La città cominciò a decadere sotto Pirro, passò sotto l’influenza prima romana e poi cartaginese, fu presa in seguito da Scipione nel 205 a.C. e rasa al suolo secoli dopo dai Saraceni. Gli abitanti della città trovarono rifugio nella vicina Gerace (che conserva ancora oggi un’impostazione e un fascino medievale). Nel 1875 fu costruita la ferrovia ionica la città divenne frazione di Gerace col nome di Gerace Marina e successivamente assunse il nome di Locri.

Immersa nel verde di uliveti secolari, di aranceti e di piante di bergamotto, è possibile visitare tutta la zona sita dietro il Museo Archeologico Nazionale di Locri Epizefiri: la necropoli, il tempio di Marasà, il tempio di Persefone, il teatro greco romano. Quest’ultimo risale al IV secolo a.C., fu realizzato sfruttando una conca naturale, oggi rimangono parte dei gradoni in arenaria della cavea, che potevano accogliere circa 4.500 spettatori. In età romana imperiale l’edificio fu trasformato eliminando le file più basse delle gradinate e costruendo un alto muro semicircolare in blocchi di calcare, in modo da proteggere gli spettatori durante le lotte tra gladiatori o tra uomini e animali.

Il periodo migliore per visitare Locri è in estate: il mare e’ limpidissimo, un bel blu azzurro di una trasparenza unica, dietro la spiaggia c’e’ un panorama fatto di montagne che annunciano l’inizio dell’aspromonte. Mentre la sera è possibile partecipare alle numerose sagre o eventi che la zona propone, imperdibile le rappresentazioni teatrali nella zona archeologica, veramente suggestive!

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