Le tombe dei giganti (tumbas de sos gigantes in lingua sarda) sono monumenti funerari costituiti da sepolture collettive appartenenti alla età nuragica (II millennio a.C.) e presenti in tutta la Sardegna.

Si chiamano tombe dei Giganti perché la tradizione vuole che ospitassero un unico corpo umano ed essendo spesso lunghe una decina di metri si pensava che fosse un uomo particolarmente alto. In realtà le tombe ospitavano molti corpi, come dimostrano i ritrovamenti ossei di decine di persone che a volte sfioravano il centinaio. Si possono trovare disseminate in tutta la Sardegna con una particolare concentrazione nella parte centrale dell’isola dove se ne contano circa la metà; fino all’ultimo censimento del 2003, quelle conosciute sono 800.

La più antica delle tombe dei giganti esistente in Sardegna, è la tomba denominata Su Cuaddu ‘e Nixias, sita nel territorio di Lunamatrona (VS) in località Nixias, dalla quale prende il nome. Il nome dato alla stele nuragica dalla fantasia popolare (il cavallo di Nixias) è dovuto alla presenza di un foro circolare sulla parte superiore che, secondo la leggenda, serviva a legare i cavalli. In realtà non si conosce il reale utilizzo del foro, creato con molta probabilità in epoca più recente. Il monumento databile ai secoli 1700-1600 a.C..

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S’Ena e Thomes è uno degli esempi più suggestivi e più intriganti. Forse perché è una delle tombe meglio conservate. S’Ena e Thomes si presenta possente e maestosa, molto simile a come doveva essere migliaia di anni fa. La sua esedra ha una larghezza superiore ai 10 metri e la sua stele centrale è alta quasi 4 metri e pesa circa 7 tonnellate. Queste dimensioni ciclopiche fanno ben capire il perché i monumenti funerari dei nuragici siano stati chiamati “Tombe dei Giganti” sebbene nessun resto di esseri umani giganti è mai stato trovato nelle tombe.

Mauro Aresu, il più importante studioso sardo di questo argomento, afferma che le tombe dei giganti costituiscono i punti più importanti di emanazione energetica al punto tale da avere la facoltà di “guarire” chiunque si rechi o si distenda al loro interno.

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Alcuni ritengono che le tombe erano considerate come dei portali verso l’aldilà, una sorta di passaggio dal mondo fisico a quello spirituale. Non si sa dunque se fossero “fosse comuni” o tombe dedicate a persone importanti come non si conosce il rituale di sepoltura e non si sa se venivano inseriti direttamente i corpi o addirittura soltanto le ossa. Fatto sta che le tombe dei Giganti trasmettono un grande mistero dal punto di vista storico ma anche spirituale.

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Tomba Dei Giganti, Olbia

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